Pubblicato in: Biologia, Extrafalarias

Il terribile Blennio dai denti a sciabola

Blennio dai denti a sciabola
Blennio dai denti a sciabola

Lo sanno praticamente tutti, dagli amici mi guardi ecc. ecc., ma dai finti amici chi mi guarda ?

Il mimetismo  come arma offensiva: un pesciolino tropicale, il blennio dai denti a sciabola (Aspidontus taeniatus) ha un aspetto molto simile all’innocuo labride pulitore delle barriere coralline (Labroides dimidatus). Tra i piccoli pesci pulitori e i loro “pazienti”  esiste una simbiosi mutualistica in cui il pulitore trae sostentamento dai parassiti esterni, dai batteri, dai tessuti malati, feriti o dagli avanzi di cibo che elimina dai pesci ospiti.  I Labroides dimidiatus possono entrare e uscire dalla bocca dei loro grandi ospiti indenni, i clienti assumono dei comportamenti particolari ed alcuni cadono anche in una sorta di trance, il respiro diventa superficiale e irregolare lasciandosi ripulire  docilmente.  Affinché il labride possa avvicinare al suo ospite, deve assumere un “atteggiamento” tale da avvisare che non è pericoloso e che, al contrario, vuole essergli amico. Per farsi riconoscere si avvicina, anche grazie al movimento a farfalla con il quale muove le pinne pettorali, eseguendo una sorta di “danza”.

Nelle stesse zone della barriera corallina dove soggiorna il labride Labroides dimidiatus, vive anche il blennide (Aspidontus taeniatus) che è difficilmente distinguibile dal labride; presenta la stessa dimensione, stessa colorazione, sa eseguire la medesima “danza” però, nella mascella inferiore, ha una potente dentatura. Avvicinandosi ad ignari e speranzosi pazienti che lo credono il pulitore, con un colpo sicuro strappa un pezzetto di pinna o di pelle del malcapitato. Il pesce ferito si rivolta immediatamente, ma l’imitatore appare fermo immobile come se fosse innocente. Quindi ha doppio vantaggio! Si ciba e non viene attaccato perché scambiato per il pesce pulitore.  Sembra che i pesci imparino, dalle esperienze subite, a riconoscerlo ed evitarlo; per questo motivo l’imitatore tende ad avvicinarsi soprattutto ai giovani inesperti. Inoltre attacca sempre e solo da dietro, mentre il vero pulitore si avvicina da qualsiasi direzione anche di fronte.

Non è ancora ben noto come i pesci distinguano l’imitatore dal modello, sicuramente non è una capacità innata ma acquisita collezionando una serie di esperienze positive con i pulitori e ogni tanto, poiché è più raro, qualche esperienza negativa.

L’ A. taeniatus nel corso dell’evoluzione si è modificato per essere sempre più simile al pulitore, ecco dunque che la forma della testa è molto meno tronca di altre specie dei blennidi, e quindi più simile ai labridi; inoltre è ben adattato al nuoto, mentre la famiglia dei blennidi è generalmente costituita da cattivi nuotatori. Altra particolarità riguarda il cambiamento della colorazione della livrea, i blennidi la variano molto e spesso in base alla status del momento, mentre l’ A. taeniatus può cambiare la livrea in quattro diverse modalità. Generalmente mantiene quella simile al pulitore, caratterizzata da una striscia nera lungo il fianco, che è una via di mezzo tra la colorazione che ha quando è spaventato e pronto a scappare, situazione in cui presenta anche il dorso e la pinna dorsale scuri, e quella che ha mentre combatte, solo la linea sul fianco costituita da tante macchie scure un po’ distanziate.

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Autore:

prof. Scienze

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